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...noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni...
La Tempesta (W.Shakespeare)
...ed altro ancora...
lalucelunare in Ville venete lungo i...
diggiu in Ville venete lungo i...
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Poco fuori Padova scorre il fiume Brenta, lungo il quale nel Settecento, la nobiltà veneziana ha costruito una cinquantina di residenze di campagna, dove era di moda passare due mesi d' estate.
Ne "la trilogia della villeggiatura", Carlo Goldoni ha saputo tratteggiare mirabilmente atmosfere ed umori che coinvolgevano quanti partecipavano a questo rito estivo

Il soffitto del salone d'onore di Villa Pisani è opera del Tiepolo

Uno scorcio dell'ampio parco
E questa è la facciata a pochi metri dal fiume
In alcune ore di navigazione un moderno battello, placidamente fiancheggia queste architetture eleganti, in buona parte ben conservate
Il cortile interno di villa Widmann
e il soffitto del salone da ballo
Progettata da Andrea Palladio, questa villa è detta "La Malcontenta", ed è l'ultima che si visita prima di iniziare la discesa verso la laguna di Venezia
Alcuni ponti mobili vengono azionati per consentire il passaggio del battello, oltre a diverse chiuse che permettono di superare il dislivello del Brenta...poi si entra nella laguna
Ed ecco all'orizzonte Venezia ed una grande nave che la sta lasciando


Di sicuro la nostalgia della villeggiatura, in altre epoche, doveva essere ben mitigata, se era questo lo spettacolo, che si presentava ai veneziani al ritorno alla vita usuale.
Qualche immagine di un mio lavoro recente. Si tratta dell' opera "La rondine" di Puccini.




Da un viaggio di lavoro nel nord della Spagna, porto questo ricordo del Guggenheim Museum di Bilbao, progettato dall' architetto canadese Frank O. Gehry. E' emozionante sapere che il primo schizzo di questo meraviglioso complesso è stato disegnato sulla busta dell' albergo dove l' artista era sceso per un soppraluogo lungo il fiume dove doveva nascere il museo. Un disegno realizzato, come precisa l' autore, senza staccare la penna dal foglio, per conferire alla prima idea quella fluidità di linee e volumi che poi avrebbero preso vita.
Questa immagine l' ho presa dalla collina che è a ridosso del fiume.
Il materiale scelto per il rivestimento è il titanio, al quale un processo di laminatura ha conferito una texture ideale per riflettere la luce.
Tutti i volumi sembrano essere frutto di un processo di estrusione. Come se la materia molle fosse stata espulsa dal terreno e, come una lava emergente, si fosse solidificata nell' ambiente circostante.
Sono rimasto affascinato dalla capacità di questa architettura di variare continuamente di colori e riflessi, sfruttando il movimento della luce diurna.
Nonostante i grandi volumi dell' edificio, quello che stupisce è la leggerezza dell'impianto. E' forte il senso di protezione delle opere d'arte che contiene, nei confronti dell' esterno. Una specie di messaggio che sembra voler dire che quì le opere d' arte sono al sicuro. Che la cultura ha bisogno di porti sicuri dove approdare.
Nonostante non sia permesso, ho preso anche un paio di ricordi dell' interno.
Anche la struttura in cui scorrono gli ascensori, visibile sulla destra, è suo modo un opera d' arte.
Non ho avuto modo di aspettare il tramonto...sono sicuro, che in una giornata come questa, la bellissima architettura si sarebbe incendiata di colori impagabili.
Sono sicuro che il museo valga un viaggio a Bilbao. Si ritorna arricchiti di qualcosa che è difficile spiegare. Come sempre quando ci si trova davanti ad un opera dell' ingegno dell' uomo. E non è poco!
Grazie Mr. Gehry per questo dono che mi ha regalato emozioni importanti.
Da un viaggio a Venezia per assistere ad un concerto, alcune immagini di questo gioiello che riserva sempre atmosfere magiche
.
Scorci nascosti, muri con i segni tempo.

La raffinatezza di un dettaglio
Arte sublime, maestosamente incorniciata di luce.

Il nuovo ponte progettato da Calatrava.

In attesa della pioggia che non verrà.

Il sole al tramonto indora architetture secolari.

Gli ultimi bagliori prima del crepuscolo su San Marco.

A notte fonda, un arrivederci...Venezia magica.
GRAZIE
telena
phabia
kiluba
gocciadirugiada
diggiù
fiordibrughiera
rosatiziana
lalucelunare
dorlcedigiorno
gocciarugiada
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ordinata
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rosabluette
schrezidianima
supestefi
trektery
acquamarina67
baruli
bluvetrosmerigliato
pinkypinky
Grazie a tutti coloro che sono passati dal mio blog. Semplicemente curiosando o lasciando un pensiero.
Ho deciso di chiudere questa esperienza interessante, che in una qualche misura mi ha arricchito.
Chissà che in un futuro, non cambi idea e ritorni alla ribalta di questo mondo virtuale.
Per ora scende il sipario su questa mia esperienza. Poi si vedrà.
A tutti coloro che passeranno...un augurio e un grande grazie.
Con tutto il meglio.
Andrea
Spesso vi passiamo vicino senza dedicarvi grande attenzione. Sono lasciti di autori anonimi che quasi sempre si accontentano di deturpare abitazioni e mezzi pubblici, con scritte prive di qualsiasi valore decorativo. Sembra che l' unica motivazione sia quella di lasciare una traccia cromatica, che comporterà un costo per la loro cancellazione. Forse ci sono messaggi nascosti che trovano sublimazione in questo agire. Forse c' è sotteso un bisogno di affermazione, che non trova sbocco in altri modi.
Ma non sempre è così. Nelle immagini che propongo, alcuni murales che decorano il basamento di un cavalcavia, che costeggio quotidianamente in auto. Un giorno mi sono fermato per fotografarli ed osservarli meglio. Anche se non comprendo bene cosa vogliano raccontare, sono rimasto colpito dalla qualità e dalla perizia della realizzazione. Sopratutto considerando che sono realizzati con spray; tecnica che immagino di non semplice applicazione.
Se non altro costituiscono interventi cromatici su superfici in cemento armato, senza la sterile proposta di scritte incomprensibili.
Mi piace questa ragazza dipinta fra astronauti volanti, che sembra catturare in una foto chi si ferma a guardare. Mi piace pensare che l' autore di questa arte stradale, abbia trovato modo di mettere a frutto le sue abilità di artista in altri ambiti espositivi. E che il suo lavoro abbia invogliato maldestri colleghi a seguire la sua traccia figurativa, abbandonando la voglia di tracciare insulse scritte.
E voi cosa ne pensate, di questi interventi "artistici" contemporanei?
Cosa vi suggerisce questa immagine?
Chi mi può aiutare a darle un significato?

Un semplice esercizio di stile fotografico, detto anche panning. Con le camere digitali è bello cimentarsi in queste prove, per ottenere inusuali grafismi.
La materia prende strane consistenze, librandosi nello spazio con la leggerezza di un velo in volo.

Per arrivare a questa immagine, dove cielo e terra si fondono.
A Ferrara per lavoro, in una serata libera, vado a spasso per portarmi a casa un ricordo di questa città magica. Sopratutto di sera, con tanti passanti che si godono l' atmosfera notturna, si resta colpiti dalla dimensione fiabesca di questa antica sede del ducato Estense.

Pedalando nel centro storico si vanno incontro ad antiche preziosità architettoniche, in un silenzio ovattato, quasi irreale.

Anche al tramonto Ferrara ci appare in tutta la sua calda atmosfera di pietre antiche.

Semplici giochi d' acqua ingentiliscono il fossato del Castello, donandoci questa prospettiva.

Queste geometrie lasciano incantati tutti coloro che passano da Ferrara, e al pari della sua cucina, non saranno dimenticate. E rubando una espressione felice di una amica..."la metafisica, non poteva nascere che qui". L' ideale è ripassare da queste parti, nella stagione delle nebbie, quando tutto si sfuma e si scontorna, donandoci altre sensazioni ed emozioni.
Due immagini di una recente produzione della Messa da Requiem a cui cui ho lavorato con l' apporto delle luci. Si trattava di una versione scenica del famoso lavoro di Verdi realizzata con il contributo di immagini proiettate che seguivano il percorso musicale. Aggiungendo suggestioni visive al capolavoro che fu scritto in occasione della morte di Alessandro Manzoni.
Arrivano giorni di festa. E sulle nostre tavole vengono serviti cibi un po' speciali per solennizzare la ricorrenza della Pasqua. Le immagini che pubblico si riferiscono ad un pranzo un po' speciale, e non ad un pranzo Pasquale tipico della mia terra. E dalle vostre parti, quali cibi vengono preparati in questi giorni? Quanto della tradizione resta sulle vostre tavole? Che importanza ha la gastronomia per tenerci legati alle consuetudini di famiglia?



Quando alla cura della preparazione...si sposano buon gusto e ingredienti eccellenti. Buon appetito!
Mani che salutano
mani che raccolgono
mani che sfiorano
mani che accarezzano
mani che lavorano
mani che consolano
mani che avvolgono
mani che amano
mani
Nei giorni scorsi la RAI ha trasmesso il film Caravaggio. Una delle poche iniziative per cui valga pagare il canone. Verrà trasmesso in undici paesi, per un pubblico potenziale di mezzo miliardo di spettatori. Ne scrivo quì per rendere una specie di personale omaggio ad uno dei più importanti direttori della fotografia a livello mondiale. Nei titoli di testa compare da diversi anni con la definizione di "autore della cinematografia". E questo a pieno titolo. Intendendo con questo il ruolo creativo che riguarda la scelta degli obiettivi, il tipo di inquadratura, la dinamica dei movimenti di macchina e tutto ciò che riguarda il processo di impressionare nella pellicola un racconto per immagini. Per ultimo, e forse al primo posto per importanza, Il suo ruolo nella ripresa di un film riguarda anche tutto il complesso dell' illuminazione. Che è lo strumento determinante per raccontare atmosfere e far si che le immagini restino negli occhi...di chi sa vedere. Storaro ha vinto decine di premi internazionali e fra questi quattro Oscar per: Apocalypse now, Reds, L'ultimo imperatore, Dick Tracy.
Sapendo com'è agguerrito questo settore nel cinema d' oltreoceano, è davvero un punto di vanto per la nostra cultura figurativa,avere un artista di questo livello stellare. Segnalo a chi fosse interessato, i tre testi fondamentali sulla sua opera, editi da Electa. Sono piuttosto costosi ed hanno avuto tiratura limitata, ma le biblioteche più importanti se li sono procurati. Sono libri che, in grande formato, documentano con immagini la sua vasta cinematografia, con un accompagnamento di riflessioni e intuizioni spesso folgoranti. Chi vuole coltivare il gusto della visualità, credo debba leggerli e rileggerli.
Nelle immagini, due momenti di una conferenza tenuta a Macerata in occasione del conferimento di una Laurea. Si è tenuta un anno fa ed era incentrata sullo studio della luce che lo ha occupato a lungo per preparasi alle riprese del film trasmesso di recente. La stessa conferenza la terrà a Bergamo la settimana prossima a margine di una esposizione sulle attrezzature illuminanti. Per coloro che sono interessati basta lanciare una ricerca e si accede al suo sito, davvero interessante. Se chiudendo gli occhi riusciamo a rivedere intere sequenze di film, lo dobbiamo anche al talento di questi artisti della visualità, che giocando con luci, ombre e colori ci raccontano emozioni che restano per sempre. Grazie Vittorio.
Alle volte facciamo lunghi viaggi per raggiungere mete turistiche lontane, dimenticando che a due passi da casa abbiamo dei tesori d' arte misconosciuti. Così ieri è stato il giorno dedicato alla visita di Modena, una città di circa duecentomila abitanti posta fra Reggio Emilia e Bologna, lungo la via Emilia. La Galleria Estense merita una visita accurata conservando notevoli dipinti, specchio dei raffinati interessi degli Estensi, che governarono Modena a lungo. Nell' imponente palazzo che la ospita, altre collezioni spaziano dagli strumenti scientifici a quelli musicali. Il tutto è ordinatamente esposto e ben illuminato per una piacevole visita. Ieri nel piazzale antistante era in corso una manifestazione dedicata al cioccolato, una dolce pausa a spasso fra cose d' arte. Il centro della città è molto ben curato e conservato. Diverse zone pedonalizzate, ne fanno un luogo molto vivibile.
Da poco tempo la torre campanaria sulla destra, detta Ghirlandina, è oggetto di lavori di restauro. Ha fatto discutere in città la scelta di occultare le strutture che ospitano i ponteggi. A me l' effetto non dispiace, sopratutto con il colore del cielo di ieri si crea un bel contrasto. E poi questa copertura sarà temporanea. Il Duomo è forse una delle opere d' arte più interessanti di Modena. Nella immagine il lato più ricco, che da sulla piazza del Municipio. Questa piazza è il centro civile della città. Qualsiasi avvenimento di una certa importanza trova subito un eco in questo luogo di incontro e discussione. Le nostre piazze in queste occasioni riacquistano di getto la funzione per cui erano state pensate.
Questo è l' interno del Duomo, iniziato verso il 1100 e terminato pochi anni dopo. Non mi dilungo a dare informazioni, facilmente reperibili, nel caso qualche lettore decida di visitare la città. Mi piace ricordare questa, come altre, realtà che ci sono contigue e che spesso trascuriamo per luoghi più esotici. Dimenticando di imparare dalla storia che si è sviluppata nel cortile di casa. E forse proprio per questo più affascinante.
Di recente sono stato invitato a Torino per riallestire le luci di Rigoletto. Ecco alcune immagini dello spettacolo. Forse qualcuno che passa da questo blog frequenta il teatro d' opera. Mi piacerebbe sapere cosa pensate di questo di questo tipo di spettacolo, se lo frequentate e quanto vi lasciate prendere dalla musica in forma scenica. Ad alcuni può sembrare una forma di intrattenimento desueta e lontana dalla sensibilità attuale. Io la penso in modo diametralmente opposto. Le emozioni che può dare un opera lirica ben rappresentata ,credo siano tra le più alte, che ci possano colpire. A partire dal complesso tessuto orchestrale, alle voci, all' ambientazione scenografica... fino all' apporto delle luce che crea atmosfere in sintonia con la drammaturgia musicale. Questa di Torino è stata anche l'occasione di ritrovare i colleghi del teatro Regio, con i quali ho lavorato tempo fa. Riallacciare vecchie amicizie è sempre simpatico, ed è grazie alla professionalità che ho ritrovato intatta in questo teatro, che il mio lavoro si è espresso al meglio. Strana gente quella di teatro. Puoi restare anni senza incontrarla ,ma poco dopo si ricrea quel feeling speciale, che è raro in altri ambienti di lavoro. Il fatto è che in questo ambito si è sempre a contatto con fatti d' arte, seppur a diversi livelli di risultati. E poi Torino è una città splendida, che merita davvero qualche giorno di visita. Davvero una bellissima esperienza umana, artistica e professionale.

