
...noi siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni...
La Tempesta (W.Shakespeare)
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Da un viaggio a Venezia per assistere ad un concerto, alcune immagini di questo gioiello che riserva sempre atmosfere magiche
.
Scorci nascosti, muri con i segni tempo.

La raffinatezza di un dettaglio
Arte sublime, maestosamente incorniciata di luce.

Il nuovo ponte progettato da Calatrava.

In attesa della pioggia che non verrà.

Il sole al tramonto indora architetture secolari.

Gli ultimi bagliori prima del crepuscolo su San Marco.

A notte fonda, un arrivederci...Venezia magica.
GRAZIE
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Grazie a tutti coloro che sono passati dal mio blog. Semplicemente curiosando o lasciando un pensiero.
Ho deciso di chiudere questa esperienza interessante, che in una qualche misura mi ha arricchito.
Chissà che in un futuro, non cambi idea e ritorni alla ribalta di questo mondo virtuale.
Per ora scende il sipario su questa mia esperienza. Poi si vedrà.
A tutti coloro che passeranno...un augurio e un grande grazie.
Con tutto il meglio.
Andrea
Spesso vi passiamo vicino senza dedicarvi grande attenzione. Sono lasciti di autori anonimi che quasi sempre si accontentano di deturpare abitazioni e mezzi pubblici, con scritte prive di qualsiasi valore decorativo. Sembra che l' unica motivazione sia quella di lasciare una traccia cromatica, che comporterà un costo per la loro cancellazione. Forse ci sono messaggi nascosti che trovano sublimazione in questo agire. Forse c' è sotteso un bisogno di affermazione, che non trova sbocco in altri modi.
Ma non sempre è così. Nelle immagini che propongo, alcuni murales che decorano il basamento di un cavalcavia, che costeggio quotidianamente in auto. Un giorno mi sono fermato per fotografarli ed osservarli meglio. Anche se non comprendo bene cosa vogliano raccontare, sono rimasto colpito dalla qualità e dalla perizia della realizzazione. Sopratutto considerando che sono realizzati con spray; tecnica che immagino di non semplice applicazione.
Se non altro costituiscono interventi cromatici su superfici in cemento armato, senza la sterile proposta di scritte incomprensibili.
Mi piace questa ragazza dipinta fra astronauti volanti, che sembra catturare in una foto chi si ferma a guardare. Mi piace pensare che l' autore di questa arte stradale, abbia trovato modo di mettere a frutto le sue abilità di artista in altri ambiti espositivi. E che il suo lavoro abbia invogliato maldestri colleghi a seguire la sua traccia figurativa, abbandonando la voglia di tracciare insulse scritte.
E voi cosa ne pensate, di questi interventi "artistici" contemporanei?
Cosa vi suggerisce questa immagine?
Chi mi può aiutare a darle un significato?

Un semplice esercizio di stile fotografico, detto anche panning. Con le camere digitali è bello cimentarsi in queste prove, per ottenere inusuali grafismi.
La materia prende strane consistenze, librandosi nello spazio con la leggerezza di un velo in volo.

Per arrivare a questa immagine, dove cielo e terra si fondono.
A Ferrara per lavoro, in una serata libera, vado a spasso per portarmi a casa un ricordo di questa città magica. Sopratutto di sera, con tanti passanti che si godono l' atmosfera notturna, si resta colpiti dalla dimensione fiabesca di questa antica sede del ducato Estense.

Pedalando nel centro storico si vanno incontro ad antiche preziosità architettoniche, in un silenzio ovattato, quasi irreale.

Anche al tramonto Ferrara ci appare in tutta la sua calda atmosfera di pietre antiche.

Semplici giochi d' acqua ingentiliscono il fossato del Castello, donandoci questa prospettiva.

Queste geometrie lasciano incantati tutti coloro che passano da Ferrara, e al pari della sua cucina, non saranno dimenticate. E rubando una espressione felice di una amica..."la metafisica, non poteva nascere che qui". L' ideale è ripassare da queste parti, nella stagione delle nebbie, quando tutto si sfuma e si scontorna, donandoci altre sensazioni ed emozioni.
Due immagini di una recente produzione della Messa da Requiem a cui cui ho lavorato con l' apporto delle luci. Si trattava di una versione scenica del famoso lavoro di Verdi realizzata con il contributo di immagini proiettate che seguivano il percorso musicale. Aggiungendo suggestioni visive al capolavoro che fu scritto in occasione della morte di Alessandro Manzoni.
Arrivano giorni di festa. E sulle nostre tavole vengono serviti cibi un po' speciali per solennizzare la ricorrenza della Pasqua. Le immagini che pubblico si riferiscono ad un pranzo un po' speciale, e non ad un pranzo Pasquale tipico della mia terra. E dalle vostre parti, quali cibi vengono preparati in questi giorni? Quanto della tradizione resta sulle vostre tavole? Che importanza ha la gastronomia per tenerci legati alle consuetudini di famiglia?



Quando alla cura della preparazione...si sposano buon gusto e ingredienti eccellenti. Buon appetito!
Mani che salutano
mani che raccolgono
mani che sfiorano
mani che accarezzano
mani che lavorano
mani che consolano
mani che avvolgono
mani che amano
mani
Nei giorni scorsi la RAI ha trasmesso il film Caravaggio. Una delle poche iniziative per cui valga pagare il canone. Verrà trasmesso in undici paesi, per un pubblico potenziale di mezzo miliardo di spettatori. Ne scrivo quì per rendere una specie di personale omaggio ad uno dei più importanti direttori della fotografia a livello mondiale. Nei titoli di testa compare da diversi anni con la definizione di "autore della cinematografia". E questo a pieno titolo. Intendendo con questo il ruolo creativo che riguarda la scelta degli obiettivi, il tipo di inquadratura, la dinamica dei movimenti di macchina e tutto ciò che riguarda il processo di impressionare nella pellicola un racconto per immagini. Per ultimo, e forse al primo posto per importanza, Il suo ruolo nella ripresa di un film riguarda anche tutto il complesso dell' illuminazione. Che è lo strumento determinante per raccontare atmosfere e far si che le immagini restino negli occhi...di chi sa vedere. Storaro ha vinto decine di premi internazionali e fra questi quattro Oscar per: Apocalypse now, Reds, L'ultimo imperatore, Dick Tracy.
Sapendo com'è agguerrito questo settore nel cinema d' oltreoceano, è davvero un punto di vanto per la nostra cultura figurativa,avere un artista di questo livello stellare. Segnalo a chi fosse interessato, i tre testi fondamentali sulla sua opera, editi da Electa. Sono piuttosto costosi ed hanno avuto tiratura limitata, ma le biblioteche più importanti se li sono procurati. Sono libri che, in grande formato, documentano con immagini la sua vasta cinematografia, con un accompagnamento di riflessioni e intuizioni spesso folgoranti. Chi vuole coltivare il gusto della visualità, credo debba leggerli e rileggerli.
Nelle immagini, due momenti di una conferenza tenuta a Macerata in occasione del conferimento di una Laurea. Si è tenuta un anno fa ed era incentrata sullo studio della luce che lo ha occupato a lungo per preparasi alle riprese del film trasmesso di recente. La stessa conferenza la terrà a Bergamo la settimana prossima a margine di una esposizione sulle attrezzature illuminanti. Per coloro che sono interessati basta lanciare una ricerca e si accede al suo sito, davvero interessante. Se chiudendo gli occhi riusciamo a rivedere intere sequenze di film, lo dobbiamo anche al talento di questi artisti della visualità, che giocando con luci, ombre e colori ci raccontano emozioni che restano per sempre. Grazie Vittorio.
Alle volte facciamo lunghi viaggi per raggiungere mete turistiche lontane, dimenticando che a due passi da casa abbiamo dei tesori d' arte misconosciuti. Così ieri è stato il giorno dedicato alla visita di Modena, una città di circa duecentomila abitanti posta fra Reggio Emilia e Bologna, lungo la via Emilia. La Galleria Estense merita una visita accurata conservando notevoli dipinti, specchio dei raffinati interessi degli Estensi, che governarono Modena a lungo. Nell' imponente palazzo che la ospita, altre collezioni spaziano dagli strumenti scientifici a quelli musicali. Il tutto è ordinatamente esposto e ben illuminato per una piacevole visita. Ieri nel piazzale antistante era in corso una manifestazione dedicata al cioccolato, una dolce pausa a spasso fra cose d' arte. Il centro della città è molto ben curato e conservato. Diverse zone pedonalizzate, ne fanno un luogo molto vivibile.
Da poco tempo la torre campanaria sulla destra, detta Ghirlandina, è oggetto di lavori di restauro. Ha fatto discutere in città la scelta di occultare le strutture che ospitano i ponteggi. A me l' effetto non dispiace, sopratutto con il colore del cielo di ieri si crea un bel contrasto. E poi questa copertura sarà temporanea. Il Duomo è forse una delle opere d' arte più interessanti di Modena. Nella immagine il lato più ricco, che da sulla piazza del Municipio. Questa piazza è il centro civile della città. Qualsiasi avvenimento di una certa importanza trova subito un eco in questo luogo di incontro e discussione. Le nostre piazze in queste occasioni riacquistano di getto la funzione per cui erano state pensate.
Questo è l' interno del Duomo, iniziato verso il 1100 e terminato pochi anni dopo. Non mi dilungo a dare informazioni, facilmente reperibili, nel caso qualche lettore decida di visitare la città. Mi piace ricordare questa, come altre, realtà che ci sono contigue e che spesso trascuriamo per luoghi più esotici. Dimenticando di imparare dalla storia che si è sviluppata nel cortile di casa. E forse proprio per questo più affascinante.
Di recente sono stato invitato a Torino per riallestire le luci di Rigoletto. Ecco alcune immagini dello spettacolo. Forse qualcuno che passa da questo blog frequenta il teatro d' opera. Mi piacerebbe sapere cosa pensate di questo di questo tipo di spettacolo, se lo frequentate e quanto vi lasciate prendere dalla musica in forma scenica. Ad alcuni può sembrare una forma di intrattenimento desueta e lontana dalla sensibilità attuale. Io la penso in modo diametralmente opposto. Le emozioni che può dare un opera lirica ben rappresentata ,credo siano tra le più alte, che ci possano colpire. A partire dal complesso tessuto orchestrale, alle voci, all' ambientazione scenografica... fino all' apporto delle luce che crea atmosfere in sintonia con la drammaturgia musicale. Questa di Torino è stata anche l'occasione di ritrovare i colleghi del teatro Regio, con i quali ho lavorato tempo fa. Riallacciare vecchie amicizie è sempre simpatico, ed è grazie alla professionalità che ho ritrovato intatta in questo teatro, che il mio lavoro si è espresso al meglio. Strana gente quella di teatro. Puoi restare anni senza incontrarla ,ma poco dopo si ricrea quel feeling speciale, che è raro in altri ambienti di lavoro. Il fatto è che in questo ambito si è sempre a contatto con fatti d' arte, seppur a diversi livelli di risultati. E poi Torino è una città splendida, che merita davvero qualche giorno di visita. Davvero una bellissima esperienza umana, artistica e professionale.


Un tempo lontano, brillava una stella da Oriente, qualcuno l' ha seguita, affrontando un viaggio immane. Un viaggio alla ricerca. Un cammino che ci riguarda un po tutti, indipendentemente dalla fede.

A ricordo di quell' evento che ha permeato la cultura di una parte del mondo, c' è la tradizione di allestire il presepio. Questo è quello che ho preparato per quest' anno. Un ambientazione un po' desertica, con una vegetazione stilizzata, quasi irreale come quella che visto in un viaggio nel deserto. Sono rimasto colpito vedendo gli sforzi che là si fanno per fermare,con piccole barriere di vegetazione rinsecchita, la forza del vento che sembra travolgere tutto. Il presepio è una rappresentazione che non muta, sempre uguale,sempre diversa. Anche noi siamo un po' travolti da un mondo che sembra correre sempre più veloce e come nel deserto, fatichiamo a mantenere punti fissi di orientamento. Per un qualche momento ci fermiamo, davanti a questo esercizio di stile e se ci mettiamo in ascolto...qualche voce, forse la sentiamo.

O forse sentiamo e vediamo solo i richiami esteriori....? A tutti coloro che passano di qua lascio un Augurio di Serenità per questo periodo di Festa.
Immagini affastellate, squadernate, senza un ordine sequenziale; proprio come i ricordi a cui rimandano. Non so se sia così per tanti di voi. Le foto della mia vita sono in parte ordinate cronologicamente in alcuni album. Poi da un certo punto, ho smesso di tenerle in ordine temporale. Ho sentito che andavano bene anche raccolte in grandi scatole. Frugare e guardarle, subendone la casualità, va di pari passo con il flusso della memoria. E' come aprire tanti cassetti della memoria e lasciare che un pezzetto di carta inneschi un ritorno all' indietro nel tempo. Mica si ricordano momenti di vita, persone, viaggi, secondo una scansione temporale!
Alle volte le foto hanno un potere detonante: basta un dettaglio per riaccendere una emozione, che poi lasciamo fluire in noi stessi. Lasciamo riaffiorare i piaceri di un viaggio, in cui ci siamo aperti, con una sensibilità diversa dal quotidiano. Alle volte è anche utile riaprire queste scatole...e magari scegliere qualcosa da cestinare, perchè nel frattempo è cambiato il rapporto con luoghi e persone, e non vogliamo conservarne memoria visiva. Anche se poi resta il ricordo, da una qualche parte in noi. Ma sbriciolare e sminuzzare questo è più complicato che con le immagini. A voi non è mai successo?
E' tempo di balletto. Una piccola serie di immagini prese durante il balletto a cui sto lavorando. Una grande compagnia Russa, si esibisce in questi giorni nel mio teatro. E un vero piacere assistere nel backstage a questo tipo di spettacolo ed una bella occasione per scattare fotografie.
La rappresentazione è una macchina perfetta, messa a punto in mesi di prove e continuamente mantenuta al massimo livello di efficenza. La base della danza accademica è un mix di preparazione, allenamento, efficenza fisica e sincronia con la musica.
E' fatta anche di attese in quinta.per non perdere l' istante dell' ingresso in scena. Nelle brevi pause, attorno al palcoscenico, le danzatrici si stirano, provano le punte, calzano vecchie e logore calze di lana e subito dopo se le tolgono per l' ingresso. Fazzolettini di carta a decine per il sudore, acqua per dissetarsi,una sistemata al tutù, scarpette riallacciate...c' è un gran movimento, che il pubblico nemmeno immagina.
Ai danzatori è indispensabile una dedizione assoluta nel loro lavoro. Quella leggerezza apparente è frutto di anni di fatica e risultato quotidiano da conquistare con una grande passione. Non esistono scorciatoie nella danza. Quì non siamo al circo...i numeri sbagliati non si ripetono! Quì si fa sul serio.
Una sistemata alla parrucca, prima degli applausi finali, con il pubblico estasiato che vuole rendere grazie con applausi scroscianti, ad una rappresentazione che sembra appartenere ad un altro mondo. Ad un mondo dove le cose si fanno seriamente. Dove non si salvano vite umane, ma si donano due ore di emozioni.
Credo proprio sia un privilegio esserci!